Menzogne e realtà
Draghi e i suoi ministri parlano di ripresa, ma si allunga ogni giorno l’elenco delle aziende che, da quando il governo ha deciso lo sblocco dei licenziamenti, cancellano migliaia di posti di lavoro.
Parlano di “quadro economico migliore”, ma la situazione per i lavoratori sfruttati peggiora di giorno in giorno. La sola crescita per i salariati è quella dell’aumento dello sfruttamento e della povertà.
Parlano di discesa del debito pubblico, mentre arraffano centinaia di miliardi che lo faranno arrivare alle stelle, per poi scaricarlo sulle spalle di due generazioni di lavoratori.
Parlano di “stabilizzazione” in Afghanistan, quando l’instabilità di intere regioni è il frutto della loro politica di guerra imperialista che richiede sempre più miliardi da gettare nel buco nero delle spese militari a scapito di altre spese in bilancio: la sanità, l’istruzione, le pensioni, i trasporti pubblici...
Parlano di fiducia, ma l’alto tasso di astensione alle elezioni dimostra che ampie masse ne hanno sempre meno nei confronti di politicanti corrotti e servi del capitale.
Hanno persino la faccia tosta di parlare di “debolezze nella sicurezza”, a fronte della mattanza quotidiana di operai e lavoratori che perdono la vita o si infortunano gravemente sui luoghi di lavoro, sacrificati sull’altare del massimo profitto capitalistico.
Se si vuole conoscere le vere intenzioni del governo, non bisogna credere a quello che dicono i suoi portavoce, perché mentono.
Nella storia politica del paese, senza eccezione alcuna, la pratica dei governi della borghesia si è sempre retta su due pilastri: la demagogia e l'inganno; il terzo è la repressione.
Viviamo in un momento nel quale i gruppi dominanti si preparano a infliggere altri duri colpi alla classe operaia e alle masse popolari.
Draghi è stato messo a Palazzo Chigi dai pescecani dell’alta finanza per rafforzare i monopoli, garantire le ricchezze e i privilegi delle classi proprietarie, accentuare le forme di sfruttamento capitalista, scaricare la crisi e il debito sulle spalle dei lavoratori.
Di fronte all’offensiva padronale, supportata dai collaborazionisti, è fondamentale sviluppare il fronte unico del Lavoro contro il Capitale.
Spetta ai comunisti e agli operai avanzati dare impulso a questa linea politica, lanciare parole d’ordine che possano essere raccolte dalle masse, imprimere un indirizzo rivoluzionario e di classe all’insieme dei movimenti di resistenza, infondere nel proletariato la convinzione che un’alternativa di potere, un nuovo ordine può scaturire dall’attuale disordine, per rigenerare la società e soddisfare le esigenze della vita materiale e culturale dei lavoratori e delle lavoratrici.
Da “Scintilla”, n. 118 – ottobre 2021
Per leggere il giornale visita www.piattaformacomunista.com
----------------------------------------------------------
Visita il sito www.piattaformacomunista.com
Sostieni la stampa comunista! Abbonamenti (annuale 25 euro) e sottoscrizioni su
c.c.p. 001004989958 intestato a Scintilla Onlus.